L’Italia di domani sarà anche frutto delle conquiste di Beppino Englaro?

Da giorni non si parla d’altro e non sappiamo ancora dire per quanto se ne parlerà. Il caso di Eluana Englaro ha diviso il nostro Paese e in qualche modo ne ha già segnato la storia, costruendo un ponte tra passato e presente e ponendo le basi per il futuro. Non si può negare che qualcosa sia cambiato tra l’Italia di 17 anni fa e quella che oggi si è risvegliata senza la giovane donna.

All’epoca dell’incidente la legge italiana non contemplava la sospensione volontaria dell’alimentazione ai malati in stato vegetativo; la richiesta del papà di Eluana, presentata per la prima volta all’ospedale di Lecco e alla Corte d’Appello di Milano nel 1999, è stata accolta solo il 9 luglio scorso. Un cambiamento epocale per un Paese tradizionalista e ancorato alle proprie radici cattoliche come il nostro.

Tra gli altri altri blog che hanno parlato di questo argomento:

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Viviana Ponchia

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E per leggerne molti altri, Liquida.

Quella di Beppino Englaro sarà una delle tante piccole conquiste che segneranno il cammino dell’Italia verso un futuro nuovo, pronto a rispondere alle mutate esigenze di cittadini che vogliono essere sempre più protagonisti responsabili della propria esistenza?

Ma soprattutto un tempo si moriva – e si lasciava morire- in modo naturale, ora grazie alla ricerca scientifica e medica siamo riusciti ad allungare la vita.
Avanguardia o accanimento terapeutico?

L’Italia di domani sarà anche frutto delle conquiste di Beppino Englaro?ultima modifica: 2009-02-11T18:42:00+00:00da avoicomunicare
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14 pensieri su “L’Italia di domani sarà anche frutto delle conquiste di Beppino Englaro?

  1. Ho tante volte , nei miei interventi ,auspicato che questo argomento venisse alla ribalta anche su AVC.
    Ora che ci siamo … , mi sento talmente coinvolta ! Questo caso mi ha ricordato periodi difficili , persone che non ci sono più e a cui volevo un mondo immenso di bene , altre che se ne stanno andando da questa vita , tra sofferenze fisiche e paure immense , paura del dolore ,della sofferenza , della morte …
    Sapete quante persone in fase terminale conosca , vista la mia situazione di salute …
    Questi gg purtroppo ho avuto brutte notizie da tante delle famiglie di queste persone ;
    anche io e mio figlio non viviamo un periodo buono , affatto …
    E’ il motivo per cui oggi non mi sento serena e pronta ad affrontare questo tema a me così caro , che ritengo fondamentale sia discusso e eviscerato in tutti i suoi aspetti .
    Appena mi sentirò pronta proverò a scrivere i miei pensieri .
    Per adesso saluto tutti.

    Lucia 11-02-09 h20.00

  2. Credo anch’io come Paolo che ci sia stata troppa spettacolarizzazione e che a questo punto bisognerebbe fare uno sforzo per dissociarsi dal caso singolo, rispettando così non solo la richiesta dil silenzio di questa famiglia e il suo raccolgimento nel dolore, ma soprattutto dimostrando un forte senso di responsabilità civile. Il dibattito acceso di questi ultimi giorni dimostra un’esigenza sentita di colmare un vuoto legislativo che possa in qualche modo tutelare l’individuo in situazioni analoghe. Questa vicenda è solo il primo di tanti casi che rischiano di restare irrisolti ed è in questi termini che dobbiamo pensare: trarre dal passato un insegnamento per il presente. Vi invito ad appofondire la tematica e cercare di crearvi un’opinione propria, per quanto sia difficile prendere una posizione(io non sono stata ancora capace),documentandovi al sito della fondazione Umberto Veronesi.Vi consiglio di dare un’occhiata perchè lì trovate molte informazioni relative al testamento biologico.Credo sia importante almeno sapere come funziona, a prescindere dalla propria opinione a riguardo(per chi ce l’ha già).

  3. Le conquiste e le scoperte scientifiche negli ultimi decenni hanno permesso, a chi può usufruirne, un notevole miglioramento delle condizioni di vita, allungando l’aspettativa di vita addirittura a 80 anni. Molte malattie ritenute incurabili oggi sono facilmente debellabili, addirittura attraverso forme di prevenzione.
    Ma ci sono tuttavia virus o morbi verso i quali la scienza è ancora inerme, o può al massimo rallentare il decorso, senza poterlo fermare del tutto. Chi viene colpito da queste malattie rare spesso resta bloccato in un limbo, mantenuto in vita solo artificialmente e con quasi nessuna speranza di recupero. Il caso di Eluana Englaro è emblematico, e l’attenzione mediatica ricevuta rivela quanto questo sia un nervo scoperto della nostra società.
    In questi casi dove sta il limite? Attaccarsi con ogni forza alla scienza e alla fede, sperando che una, (o entrambe) riescano nel miracolo, o arrendersi, consapevoli che solo dieci o vent’anni fa per alcuni di queste malattie non c’era scampo e la Natura avrebbe fatto il suo corso molto più rapidamente?

  4. Ho provato a immaginare Eluana come era, o meglio, come era diventato il suo corpo…non quell’angelo dagli occhi vivi e profondi ae dalla chioma fluente, ma una donna spossata da anni di immobilità…fossi stata nei panni dei suoi genitori, le avrei fatte vedere, eccome, le foto di Eluana oggi. Non bella e forte, ma imbruttita, indifesa, invecchiata, consumata…ho ripensato a Piergiorgio Welbi e mi sono detta: “l’avessero vista come è realmente oggi, e nessuno di quei politici che hanno giudicato e fatto bagarre in Prlamento si sono degnati di verificare le sue reali condizioni,avrebbero lottato con lo stesso accanimento per fermare il tempo? Finalmente lei ha deciso, Dio l’ha aiutata, ha deciso di mettere fine da sola alla propria sofferenza e di liberare finalemte l’anima da un corpo che era diventato solo l’involucro dell’ipocrisia di un popolo che riesce a deificare perfino gli assassini se hanno una faccia d’angelo.
    Cara Eluana, ho pianto e pregato per te, a contiunerò a farlo se nel mio cuore sentirò che avrai bisogno di aiuto per tenere stretta la mano di Dio.
    Con affetto
    Rosy

  5. sono d’accordo con Paolo.
    Ormai i media non riescono piu a distinguere quella linea di demarcazione tra informazione utile e accanimento mediatico.
    Come ha detto il presidente della Repubblica Napolitano questa vicenda deve farci riflettere profondamente su molte cose.

  6. Ora l’anima di Eluana è salita in cielo.
    Il suo corpo martoriato da 17 anni di coma irreversibile sarà purtoppo ancora manipolato da un’autopsia doverosa, ma certo a rischio di altre strumentalizzazioni politiche. Dal Senato, dove si stava discutendo del disegno di legge per bloccare il processo di sospensione della terapia di sostentamento, dalla destra si sono levate autorevoli voci contro “l’assassinio” di Eluana, subito echeggiate dagli incredibili anatemi della Curia di Roma.
    Anche da morta, Eluana è così incolpevolemente uno strumento di divisione della politica, del paese e dell’etica.
    Rispetto ad un tema così profondamente delicato credo sia impossibile potersi esprimere in maniera assoluta ma ritengo possibile e necessario spegnere i riflettori e dare inizio ad una riflessione che vada oltre l’aspetto mediatico, oltre noi stessi…oltre la vita.

  7. Ognuno deve essere LIBERO di poter scegliere. E uno Stato civile, come il nostro dovrebbe essere, deve garantire questa possibilità. C’è chi si aggrappa alla fede, chi non crede in Dio, chi spera che la scienza possa guarire ogni male. Ma chiunque deve essere messo nella possibilità di scegliere, quando ancora è cosciente, cosa fare della sua vita se si dovesse trovare in uno stato vegetativo. Senza possibilità di tornare a vivere. Perchè non morire attaccati a una macchina, mangiare solo perchè imboccati da un sondino e non potersi muovere, non vuol dire vivire. Ma solo non morire. Ecco, ognuno dovrebbe essere libero di scegliere. E’ la sua vita. E nè lo Stato, nè la Chiesa decide per la vita altrui.

  8. Ho letto con attenzione il tema proposto dalla redazione ;non sono assolutamente d’accordo su una affermazioni espresse .
    Non definirei assolutamente quello che è successo una “conquista “!
    Trovo assolutamente interessante invece l’aver posto l’attenzione su temi come la responsabilizzazione di ognuno di noi e le scelte relativa alla propria vita (in pratica il testamento biologico , non solo rispetto all’eutanasia ma anche sulla donazione degli organi !),così come il tema dell’accanimento terapeutico.
    Se devo essere molto sincera , e lo sono sempre , non ho ancora un’idea precisa su molti degli argomenti e dei temi di discussione che si possono sviluppare a cascata da
    un avvenimento così scioccante come quello di cui scriviamo .
    Per il momento ho idee chare solo su alcuni degli stessi , su altri ancora no , per cui preferisco ancora aspettare per scrivere con più precisione e cognizione di causa .
    Circa 10 gg fa ho finito di leggere un libro molto forte , che mi ha veramente fatto riflettere .
    Si tratta di “il mondo di Sergio” , scritto da Mauro Paissan.
    Nell’estate del 2003 , Sergio di 39 anni , viene ucciso dal padre .Il Presidente Napolitano , nel 2006 concede la grazia a Salvatore , il padre della vittima .
    Sergio era autistico molto grave e sordomuto : decenni di violenze e ire spaventose , violenze di tutti i tipi verso i genitori ,dentro casa ;fuori dalle mura domestiche solo (o quasi ) pregiudizi , incompetenza e disinteresse dei medici e di istituzioni e strutture .
    Una famiglia , sola , distrutta dal dolore , contrapposizione tra affetto e paura del proprio figlio ,
    problemi di tutti i tipi , difficoltà insormontabili …. infine la tragedia .
    Stefano Rodotà scrive nella prefazione di questo libro delle cose che fanno veramente pensare.
    Accenna alla spettacolarizzazione che crea assuefazione .
    Parla della vicenda di Piergiorgio Welby.
    Certo sono vicende diverse : Eluana e Welby da un lato ;la storia di Sergio da un alro .
    Hanno però in comune il dolore che permea le vite di tutti i protagonisti di questi drammi .
    Il silenzio dei legislatori …il diritto che cede di fronte a “casi difficili “, di fronte “all’angoscia sociale “.
    Leggere questo libro è stato per me come ricevere una scossa elettrica !
    Mio figlio non è come Sergio ,lo era nei primi anni di vita , poi è cambiato , la sua patologia ha avuto un’evoluzione assolutamente in positivo , ma spesso ( quasi ogni gg ) mi chiedo : ” e se mi fossi trovata anche io in quella situazione , io e mio marito come i genitori di Sergio , cosa avrei fatto ?”

    Vi saluto
    Lucia
    12-02-09 h20.45

  9. Credo che di questa storia PRIVATA si sia parlato veramente troppo. Chi mi ha già letto, sa come la penso sul RISPETTO. Comunque mi esprimerò in due parole, visto il tema, su questo povero padre, che ha dovuto prendere una decisione così difficile. Nessuno, dico proprio nessuno, può arrogarsi il diritto di giudicare la sua coscienza. Anche perché qualsiasi delle due decisioni da prendere era ed è dolorosa. Si sono dette cose indegne e ridotto a cavie umane sia la povera Eluana, che i suoi genitori. Lo Stato deve essere laico, ma deve anche rispettare la decisione dei giudici, quando questa è stata pronunciata, altrimenti siamo sempre lì, le decisioni e le sentenze faticano ad essere prese e le cose non finiscono mai. Capisco che ci siano dei dubbi sull’accanimento terapeutico e/o nutrizionale. Se la persona non è in grado di alimentarsi da sola, ed è stato così, non è in grado di vivere. Questa è l’opinione di quel padre, che non invidio per niente, che voleva rispettare le volontà espresse dalla figlia. Ma con che strazio. Dio mio!
    Certo chi crede in Dio, crede anche nelle possibilità di vita offerte dalla provvidenza scientifica. Ma, per chi non crede?
    Alla luce del poi non si può definire ancora nulla, se non la pietas per una vita che ha dovuto aspettare diciassette anni per entrare nell’eternità. La stessa vita ha dovuto (così si dice di chi è in coma) vedere la sofferenza dei genitori, senza poter portare loro soccorso. Perciò, siccome il dilemma ci pone davanti tutte le possibilità e nessuna di esse è positiva per la vita, non sta a noi giudicare.
    Io non so se i genitori di Eluana potranno mai trovare pace, credo proprio di no, perché hanno perso una figlia e la loro agonia è durata tutto il tempo che lei è stata tenuta in vita, in nome della scienza o della pietà. Loro non sapranno mai quale sarebbe stata la cosa migliore, semplicemente perché non esiste una cosa migliore in questo caso. Loro la figlia l’hanno persa diciassette anni fa.
    L’Italia di domani sarà in grado ci considerare conquista un’agonia di diciassette anni? La scienza sarà in grado di trovare risposte, perché è lei che deve darle, a questo terribile quesito?
    Io credo proprio di no! Altri saranno in questo dilemma per molto tempo, a meno che la fede lavori in loro talmente pervicacemente, da operare miracoli per ora scientificamente impossibili. Però la Fede non si può imporre, o c’è o non c’è.
    Tante sentite condoglianze agli Englaro!
    A VOI TUTTI NON POSSO CHE AUGURARE BUONA VITA!
    Maria Giovanna
    12.2.2009

  10. Sono pienamente d’accordo con quanti di voi sostengono la libertà di “scegliere” di ciascun individuo. A mio parere, di Eluana si è parlato fin “troppo”, nel senso che anche la sua storia è stata spettacolarizzata, ridotta ad un argomento da talk-show televisivo e di ennesima discussione politica…non è estremanete triste e squallido tutto ciò? Nessuno al diritto di contestare la scelta della sua famiglia, basata per altro su una volontà espressa della ragazza stessa. Nessuno ha il diritto di dire che la famiglia Englaro ha scelto la “filosofia della morte” com’è stata chiamata: ha solamente lottato perchè le parole di una figlia amata venissero ascoltate. E non sono capace di vedere in questo gesto una colpa.

  11. Concordo anche io con tutti quanti hanno parlato di libertà. Deve essere data la libertà di scegliere, di decidere se una vita come quella che faceva Eluana possa essere chiamata tale. C’è chi si aggrappa alla Fede e continua a sperare… ma non deve imporla!
    Per quanto riguarda il testamento biologico, invece, credo e spero che sia una strada alla quale arriveremo, come Paese civile. Come siamo arrivati alla legge sul divorzio e sull’aborto, l’ultima 30 anni fa, credo che un domani sarà permesso anche scegliere se vivere o morire. Ma sceglieremo solo noi, con la nostra coscienza!

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