Videointervista ad Alessandro Trivelli

Alessandro Trivelli, bioarchitetto italiano, ci parla delle evoluzioni nella sua disciplina, l’architettura ambientalmente sostenibile.

Racconta in modo diretto le sue esperienze con l’ecosostenibilità, nella progettazione delle città del futuro, e alla scoperta della vivibilità e democrazia dell’abitare.

Non solo con l’ausilio dei giusti materiali, ma anche inseguendo una visione più ampia di iterazione degli edifici con la natura, il bioarchitetto Alessandro Trivelli lavora alla continua ricerca di una via sostenibile per il futuro delle nostre case, delle nostre città e delle nostre vite.

Per scoprire qualcosa di più su alcuni dei padri della bioarchitettura citati da Alessandro Trivelli, puoi approfondire con questi link:
Rudolf Steiner
Thomas Herzog
Ugo Sasso

Videointervista ad Alessandro Trivelliultima modifica: 2009-02-12T12:10:00+00:00da avoicomunicare
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10 pensieri su “Videointervista ad Alessandro Trivelli

  1. Mi occupo di biorisanamenti ambientali. Neutralizzazione dell’elettrosmog che è responsabile di un’infinità di malattie. Come mai gli architetti non si occupano di questo aspetto, o quando se ne occupano offrono soluzioni poco più che palliative. Sono arrivato ad occuparmene non perchè avessi fatto studi specifici ma per necessità. Ho trovato così la soluzione ai miei problemi ed a quelli delle persone a me vicine che hanno compreso l’importanza di tale intervento.

  2. Il tema della sostenibilità ambientale, l’uso di forme di energia meno inquinanti, la scelta di materali più sani, sono i temi che dovrebbero guidare la trasformazione delle nostre case, delle nostre città, del nostro ambiente e della nostra vita. Naturalmente come dice Alessandro Trivelli, molto ancora resta da fare perchè questa consapevolezza prenda corpo; è comunque la nostra unica possibilità per dare un futuro ai nostri figli.

  3. argomento valido , davvero … mi associo a Carla chiedendo a Giustino di spiegarci meglio, se vuole ,di cosa si occupa e in cosa consiste questa neutralizzazione dell’elettrosmog; mio marito , che non scrive qui sul blog e nemmeno si occupa di ciò (!) , è perito industriale e installatore e manutentore di impianti elettronici ed elettrici , magari lui lo sa , ma è fuori per lavoro … la curiosità mi spinge a fare questa domanda in quanto neanche io sono totalmente digiuna di elettrotecnica e mi interesserebbe saperne di più.
    saluti
    Lucia

  4. Il nostro futuro dipende dai progressi di queste nuove discipline, dall’ingenio di uomini che cercano strade alternative per scongiurare il pericolo di un domani senza più energia e aria pura da respirare. La responsabilità è però anche di tutti noi, che dobbiamo spingere e adoperarci per l’uso delle risorse sostenibili. Piccoli passi si stanno compiendo in questo senso, ma i governi devono fare di più!

  5. Nel futuro la tecnologia si evolverà sempre più, ed arriverà a raggiungere traguardi importanti in tema di sviluppo sostenibile.
    Sono d’accordo con Paolo, i governi dovrebbero fare e incentivare molto di più lo sviluppo della nuova tecnologia; penso ai sistemi di domotica che sono stati introdotti nelle nuove costruzioni al fine di limitare i consumi..hanno un prezzo così alto che sono pochissime le famiglie che possono permettersi di farsi installare questi impianti..perchè non cercare di introdurre agevolazioni fiscali?

    Sono comunque convinta che oggi siamo noi “abitanti del mondo” a doverci impegnare cercando di limitare gli sprechi, mettendo in pratica poche regole d’oro che costano poca fatica ma che sono fondamentali per l’ambiente.

  6. È molto interessante il discorso di questo pioniere della Bioarchitettura. Pioniere perché sono veramente pochi a preoccuparsi di rispetto e disagio ambientale. Osservare i flussi di energia e rispettare poche regole per non trovarsi in situazioni compromettenti è una disciplina che ha una certa funzionalità e attinenza con la buona salute. In antichità inviavano un cane o un gatto sulla zona da occupare per vedere se ci stavano bene. Il gatto mi pare che rilevi le negatività e il cane invece le positività, mi pare.
    Si preoccupavano di più delle fonti d’energia benefica.
    Nella modernità si sono usati poi materiali che possono nuocere e abbandonati quelli che non lo fanno. Ben vengano allora gli studi sui materiali, sugli influssi elettromagnetici e quant’altro.
    La mia casa è stata costruita negli anni ’20 con pietre e mattoni, ma ovviamente ha subito diversi interventi di restauro, non so con che materiali. M’interessa il discorso delle gabbie. Una mia conoscente, possedeva una bellissima casa, ma la sua camera poggiava su una falda acquifera. Dicono che quella è stata la causa del suo tumore al cervello, che l’ha portata via a soli trentatré anni. Può essere stato quello.
    Tra la fine degli anni cinquanta e durante tutti gli anni sessanta, sono state costruite case veramente ignobili, dormitori e alveari, a basso costo. Le case Popolari poi il famoso IACP, che abbiamo continuato per tanti anni a sostenere anche quando era stato abolito, senza ascensori. Ora i giovani che allora le avevano felicemente occupate, sono anziani e le scale li uccidono, se hanno problemi di cuore.
    Anche in questo campo la cupidigia ha fatto danni e invece è meraviglioso che si torni a parlare di bioenergia e bioarchitettura.
    Largo ai giovani architetti, che mettono a frutto gli insegnamenti validi della seconda meta del 1900 e anche a Lecorboisier, ma soprattutto hanno idee e progetti innovativi, che potrebbero mutare l’aspetto delle nostre città.
    BUONA VITA A TUTTI!
    Maria Giovanna

  7. bel video interessante.
    volevo sottolineare, visto i comment, che la Bioarchitettura non e` questione di pionierie o di futuro.
    La Bioarchitettura e` questione di educazione. e` come quando uno buttala carta per terra te tu ti incazzi…..non sporcare non inquinare, non inquinare vuol dire consumare meno, vuol dire usare prodotti che non distruggono l’ambiente.
    la tecnologia c’e` e c’e` sempre stata .
    La Bioarchitettura e` questione di legge di educazione politica. La Bioarchitettura e con questa anche le tecnologie di risparmio e produzione di energia devono essere obbligatori per legge.
    saluti a tutti

  8. Per Carla e Lucia. Come ho detto mi occupo di neutralizzare l’elettrosmog presente nelle abitazioni attraverso in’installazione che consiste nel posizionare negli angoli e lungo il battiscopa della stanza diversi tasselli in sughero, resi efficaci a seguito di un trattamento.

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