La macchina a idrogeno

Da anni è molto sentita l’esigenza di trovare soluzioni che riescano a supportare il progresso senza danneggiare l’ambiente e allo stesso tempo guardare al futuro. 

Già nel 1973 Massimiliano Longo, ingegnere appassionato di motori, presentò la tesi finale per il suo dottorato di ricerca sull’auto a idrogeno con un modello perfettamente funzionante e nel 1975 brevettò con Alfa Romeo ben due modelli. Una vera rivoluzione nel settore automobilistico lasciata cadere per decenni.

E’ possibile far convivere l’evoluzione tecnologica con le logiche della sostenibilità?

E noi, nella vita di tutti i giorni, quali piccoli grandi azioni possiamo fare per contribuire alla riduzione del consumo energetico globale?

 

Pubblichiamo questo post anche in occasione di M’illumino di meno, iniziativa alla quale avoicomunicare è orgogliosa di aderire.

La macchina a idrogenoultima modifica: 2009-02-13T12:00:00+00:00da avoicomunicare
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16 pensieri su “La macchina a idrogeno

  1. La macchina a Idrogeno è un’invenzione rivoluzionaria, ma che per gli alti costi di produzione non ha ancora preso piede nell’industria automobilistica. Tuttavia se anche il mercato cominciasse a ragionare con prospettive a lungo termine ci si renderebbe conto che gli investimenti di oggi frutteranno nel futuro. Credo che anche questa si possa chiamare sostenibilità.

  2. Oltre ai costi di produzione, ci sono sicuramente altri interessi che non hanno permesso (nemmeno se sono passati 34 anni dall’invenzione di Massimiliano Longo) che le auto ad idrogeno diventassero una realtà affermata. Si potrà davvero bypassare questi mille altri interessi e poteri e far sì che la sostenibilità ambientale diventi una realtà?

  3. Bene : si inizia non ufficialmente a parlare di Ambiente e sviluppo sostenibile , tra il tema proposto ieri e quello di oggi …
    La macchina ad idrogeno .
    Sogno di tutti , speranza di molti .
    Ci sono tante contraddizioni però .
    Ci vorrebbe l’intervento di un tecnico , io non lo sono , affatto , ma ho seguito tanti corsi e seminari sulle energie alternative , il fotovoltaico , l’eolico … aiuto un pò mio marito ormai da anni e qualcosa conosco , pochissimo , ma provo a scrivervi le mie perplessità , correggetemi se sbaglio o scrivo scemenze .
    L’idrogeno non è presente pronto , in natura , ma va creato .
    Lo si può fare in diversi modi
    – scissione degli idrocarburi
    – dal carbone e dal gas naturale
    – per elettrolisi dell’H2O
    L’elettrolisi è la tecnica che darebbe migliori risultati se ottenuta tramite l’uso di energia eolica , fotovoltaica o nucleare .
    Solo attraverso l’impiego di queste energie dalla scissione dell’acqua non si produrrebbe CO2 .
    L’anidride carbonica prodotta in eccesso aumenterebbe l’effetto serra con gravi ripercussioni sul clima e sull’ecosistema del pianeta .
    Quindi le cose sono due:
    # produzione di idrogeno H2 e macchine a propulsione non inquinanti a tutti gli effetti ( nè gas di scarico , città pulite , nè CO2 , niente effetto serra ) , utilizzando però l’eolico , il fotovoltaico o il nucleare.
    # produzione di idrogeno H2 e macchine a propulsione non inquinanti le città , ma produzione di aniride carbonica ed effetto serra , utilizzando comunque le energie che usiamo ora (idrocarburi , carbone , gas naturali ).
    La logica ci dice , a questo punto che la vera energia pulita , la propulsione a idrogeno per essere veramente ecocompatibile a tutti gli effetti , si deve ottenere dal fotovoltaico , dall’eolico , dal nucleare .
    Non so se siate al corrente di quanto sia dispendioso un sistema fotovoltaico …. enormemente caro !!
    Le pale eoliche sono osteggiate dagli ambientalisti , in quanto deturperebbero l’ambiente ( io ho visto di persona un immenso terreno con installate le pale … sono enormi , con enormi eliche che fischiano durante il loro movimento , sospinte dalla forza del vento …sembrano aerei sospesi …).
    Il nucleare è quello che è , rischi contro energia pulita.
    Una volta ottenuto , l’idrogeno va contenuto , immagazzinato , altro problema , visto che l’H2 permea le superfici su cui è a contatto .
    Altro problema la distribuzione , altri ancora …
    – trasformazione dell’industria
    – trasformazione dei trasporti
    Le pile ad idrogeno per la propulsione sono ingombranti .
    Quanti problemi !
    Per rendere attuabile e veramente ecosostenibile la propulsione a H2 ci vorrebbe un’enorme Volontà Politica a livello Globale …. ma vi siete mai chiesti quanti interessi ruotino ancora attorno al petrolio ?
    I potenti , quelli che poi decidono delle nostre azioni , saranno disposti a cambiamenti così radicali , a decisioni così difficili come investire tanto denaro e tante forze su quelle energie che vi ho scritto prima , con tutti i problemi ad esse correlati ?
    Sicuramente arriverà il momento di farlo , quando il petrolio si esaurirà .
    Le nuove energie , sostituendosi al petrolio , darebbero anche il via a una nuova redistribuzione della ricchezza e del potere dovuto all’utilizzo dell'”oro nero “!
    Ho scritto prima che i potenti decidono delle nostre azioni , nel senso che comunque si dovrebbero proporre propulsori con costi accessibili a tutti , altrimenti sarebbe un controsenso se non li si potesse acquistare …
    Io sono ottimista , penso che l’Uomo avrà il coraggio per intraprendere una vera svolta , anche perchè se continuiamo così ( e in un altro intervento ho accennato alle tesi li Lovelock ) , il nostro pianeta tra un pò sarà al collasso !
    Quindi la macchina a idrogeno come sogno e speranza di ognuno di noi …. ma è solo la punta di un iceberg !!
    Riprenderò presto l’argomento .
    Lucia 13-02-09 h 18.10

  4. Purtroppo le aziende difficilmente ragionano sul lungo periodo. Quasi sempre cercano di massimizzare i profitti nel breve termine, e questo le porta a posticipare dei cambiamenti tecnologici che potrebbero significare una vera e propria svolta in ambito ecologico.

  5. Sono convinta che l’evoluzione tecnologica sia perfettamente compatibile con la sostenibilità e credo anche che un intervento per far sì che queste due realtà vengano a coincidere sia sempre più necessario. La mancanza di risorse energetiche è e sarà sempre più un problema; se poi consideriamo gli effetti che le emissioni di carburante producono nell’atmosfera, ci rendiamo conto che sono la nostra stessa salute, nonchè il diritto delle generazioni future ad una vita dignitosa ad essere compromesse. E’ vero che ci troviamo in una fase storica di grande crisi e che sono altri i bisogni percepiti come primari in questo momento; ma una politica di risparmio energetico e maggiori investimenti nella ricerca e applicazione di fonti alternative non potranno che giovare, anche in temrmini economici. Come dice Paolo i risultati non saranno visibiliimmediatamente ma nel lungo periodo. Incentivare la produzione di auto ad idrogeno tra qualche anno potrebbe essere troppo tardi..bisogna agire subito; sono già trascorsi troppi anni dalla scoperta di Longo. Guardo con soddisfazione gli incentivi che l’attuale governo sta dando ai cittadini per l’acquisto di auto ed elettrodomestici nuovi ed ecocompatibili e ritengo valide anche le campagne per il risparmio energetico promosse da grandi società come ad esempio Eni. Sicuramente c’è ancora molto da fare ma la strada intrapresa è quella giusta e noi,da cittadini responsabili, dobbiamo sostenere queste politiche dimostrandoci responsabili e ricettivi nei confronti delle opportunità offerteci.

  6. vorrei proprio vedere come le industrie petrolifere per quanto “impegnate” possano concedere una possibilità di sviluppo per una tecnologia che metterebbe in ginocchio il loro settore…mah….sono molto scettico..
    e cmq credo che non sarei mai un’acquirente di quel tipo di vettura…vogliamo mettere le prestazioni di un’ automobile a benzina e di un’altra a idrogeno?!!?

  7. Non va dimenticato che al momento l’unico metodo economico (si fa per dire) per produrre l’idrogeno è attraverso la scomposizione del petrolio. Chi pensa che l’idrogeno si ricavi dall’acqua prende un abbaglio…

    Quindi le auto ad idrogeno, in questo momento, sono delle auto a petrolio più inefficienti, probabilmente, di quelle che vanno a benzina…

  8. Non sono un tecnico, ma a quanto mi risulta le auto ad idrogeno dovrebbero montare Fuel Cell, che usano l’idrogeno prodotto dall’elettrolisi, che scinde le molecole d’acqua tramite apporto di energia elettrica.
    D’altro canto è vero quello che dice robylab, cioè che il metodo più diffuso per produrre l’idrogeno è il “reforming” degli idrocarburi; ma non è l’unico possibile anche se forse è il più economico.

  9. Le celle a combustibile (fuel cell) da quello che mi risulta usano principalmente Metanolo (alcool metilico) e si possono usare non solo per le auto ma anche per telefoni cellulari e altri piccoli apparati elettronici – se va bene entro pochi anni arrivano (ma sno anni che lo si dice, vedi: http://www.nomad-village.it/testo_completo.asp?IDARTICOLO=627)

    Tra l’altro nessuno lo sa, ma in Italia ci sono aziende leader nella ricerca e sviluppo delle fuel cell per uso automobilistico

  10. Le Pile a Metanolo sono solo uno dei tipi di Fuel Cell. Ne esistono diversi, come ad esempio le pile a Membrana a Scambio Protonico (PEM), oppure quelle a Ossido Solido. Il principio di funzionamento standard di una Fuel Cell è mostrato in questo grafico:http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/2/2f/Fuell_cell-it.png.
    Ad ogni modo, non solo in Italia siamo all’avanguardia nella ricerca e nello sviluppo, ma una delle menti alla base di questi progetti sull’energia sostenibile è Carlo Rubbia, premio Nobel per la fisica nel 1984, ora in Spagna a progettare centrali fotovoltaiche. Quando si dice: coltivare i talenti di casa propria…

  11. Io credo che si arriverà ad un punto, quando il petrolio sarà esaurito o troppo caro, in cui saremo costretti a parlare di macchine a idrogeno. Senza entrare nei tecnicismi di come si ricava, dico solo che al momento l’idrogeno fa parlare di energie alternative e sostenibili. Ma, appunto, se ne può solo parlare. Crisi mondiale, recessione, economia in ginocchio. Con gli interessi politici che ruotano intorno all’oro nero, non immagino nell’immediato un interesse concreto per la produzione industriale di auto a idrogeno.
    Ma iniziare a discuterne, senza dubbio, è un primo passo.

  12. Concordo assolutamente con Fabrizio !
    Quando saremo a corto di petrolio … allora saranno costretti a vedere oltre il prorio naso !
    Discutere , a diversi livelli , di questo problema serio davvero , non può che essere positivo !

    Lucia h18.10 14-02-09

  13. Io penso che sia possibile conciliare evoluzione tecnologica e sostenibilità, sono meno d’accordo sul concetto di consumo sostenibile.
    Credo che si debba smettere di continuare a produrre beni, cercare di venderli a tutti i costi anche se questi hanno rivelato o la fine della loro utilità o un apporto dannoso alla società e all’ambiente.
    Bisognerebbe anche trovare il modo di avviare dei confronti su come smaltire i beni invecchiati, desueti o inquinanti prima di continuare su una strada che dimostra in ogni momento essere piena di crepe. Sopratutto bisogna pensare in termini globali, penso a un fatto che mi ha molto impressionato, ad auto o elettrodomestici che non vediamo in italia, perché non più in regola con la legislazione, e che vanno a finire in nazioni meno tutelate continuando a inquinare l’ambiente al di là di un confine x.

  14. Conciliare evoluzione tecnologica e sostenibilità credo sia concretamente molto difficile ma ottimisticamente spero sia possibile.
    Ogni creazione comporta in qualche modo e inevitabilmente una distruzione, una modifica o una dispersione. Le precauzioni andrebbero prese in questa fase di transizione presente in qualunque processo evolutivo affinchè questo possa risultare effettivamente sostenibile.
    L’idrogeno è una energia virtuale che ha dietro di sè delle fonti energetiche reali come il petrolio, il carbone oppure l’elettricità ricavata da fonti pulite oppure inquinanti.
    Produrre Idrogeno costa, si butta via una fetta sostanziosa di energia come succede in tutte le conversioni. In questi casi si passa, come stadio intermedio, per l’energia elettrica prima di scindere l’acqua. Come sappiamo l’energia elettrica è una energia “nobile” e potrebbe essere immessa nella rete elettrica invece di sprecarne una parte per produrre Idrogeno, non credete?
    Non essendo un’esperta in materia questa ovviamente è una domanda volta a sondare il parere di chi ne sa piu’ di me e non è certo posta in senso critico.

  15. Penso che qualsiasi alternativa al motore all’attuale metodo di utilizzo del petrolio, debba necessariamente essere senza ulteriori possibilità inquinanti. L’innovazione deve andare in questa direzione, utilizzando anche risorse economiche. Purtroppo finché il fine sarà il profitto, questo sarà abbastanza difficile. Gli scienziati e gli inventori ,magari, hanno le migliori intenzioni e desiderano procurare un benessere per tutti. Io no sono abbastanza informata sulle varie tecniche, quindi non mi sento di preferire una o l’altra cosa. L’importante sarebbe che, quando si mette a punto una teoria, se ne valutino tutti gli aspetti, sia immediati, che futuri, sia sulle persone, che sull’ambiente. Questo andrebbe fatto dall’inizio e non dopo aver cominciato produzioni che potrebbero essere nocive.
    Forse ho detto cose ovvie, ma è quello che posso dire, questa volta. Spero sempre nella ricerca e nello spazio lasciato ai giovani e agli inventori con un minimo di etica.
    BUONA VITA!
    Maria Giovanna

  16. Secondo me tecnicamente ci sono molte soluzioni: il problema è che chi ci comanda (non necessariamente la politica) ha deciso che per ora va bene così.

    Quando vorranno tireranno fuori dal cilindro la macchina a “sabbia +”, che purtroppo venderanno solo loro a 1/2 euro al badile…

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