Saremo in grado di essere dei giganti?

“If I can see further than anyone else, it is only because I am standing on the shoulders of giants” – “Se riesco a guardare più lontano di chiunque altro, è solo perché sono sulle spalle dei giganti”.
Così diceva Sir Isaac Newton nel lontano febbraio del 1676.
Filosofo, matematico, fisico e alchimista inglese, con questa sua massima si riferiva all’importanza che le conquiste del passato rivestono nello sviluppo del pensiero moderno e nelle scoperte scientifiche.

Per approfondire la vita e il lavoro di Isaac Newton date un’occhiata qui (in inglese).

Oggi, dopo più di tre secoli di storia, di studi e ricerche, di cambiamenti socio-culturali, queste parole suonano quanto mai attuali.
Che sia importante essere consapevoli di ciò che è stato, per guardare avanti e migliorarsi, sembra un’opinione diffusa e largamente condivisibile.

Ma forse oggi, dopo più di trecento anni dalle parole di Newton, dovremmo chiederci se tra altri trecento anni, le generazioni future potranno dire lo stesso. Potranno rispecchiarsi ancora in questo pensiero oppure non saranno capaci di trovare nell’eredità che noi lasceremo una prospettiva “alta” di pensiero – alta quanto dei giganti – con la quale confrontarsi per crescere?
E ancora, da un altro punto di vista, noi saremo in grado di essere i loro “giganti”?

Saremo in grado di essere dei giganti?ultima modifica: 2009-02-16T16:56:00+00:00da avoicomunicare
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2 pensieri su “Saremo in grado di essere dei giganti?

  1. Isaac Newton , come Albert Einstein erano “menti particolari “, come del resto Leonardo da Vinci e tanti altri come Beethoven per esempio.
    Da studi particolari svolti da molte Università ed Enti che si occupano di psicopatologie , queste intelligenze erano caratterizzate da un filo rosso che le univa in qualche modo :pare che fosssero persone affette da Sindrome di Asperger.
    Io che conosco bene questo “modo di essere ” che è per l’appunto essere Asperger , ho studiato per quanto ho potuto le biografie di queste grandi menti del passato ,e sono sempre più convinta , visto che in casa ho un Asperger anche io , come tutti ormai sapete , mio figlio , che sia proprio così .
    Frasi ( come quella da voi riportata detta da Isaac Newton ) somigliano in tutto e per tutto al modo di pensare di mio figlio , che ha nove anni !
    Non so se diventerà un genio ,preferirei fosse un bambino come tutti gli altri , neutro , infatti molti Asperger non lo diventano affatto , dei geni !
    Solo alcuni escono così tanto dalla media da diventare personaggi particolarmente intelligenti , aperti mentalmente , proiettati con le loro idee nel futuro , e nello stesso tempo ristretti nei loro interessi che occupano la loro mente in maniera quasi maniacale… è per quello e per il loro quoziente intellettivo più alto delle persone “normali”, che queste persone vedono cose che altri non vedono , percepiscono sfumature da altri no percepite ….. ” volano più in alto di altri “.
    Magari hanno problemi relazionali e comportamentali , difettano nella qualità della socializzazione , hanno carenze nella gestione della propria vita e quotidianità , ma sono speciali , veramente .
    Mio figlio parla del significato della sofferenza , magari poi piange perchè non trova un giocattolo .
    Parla della macchina a idrogeno ( mi ha visto scrivere qui sul post e subito ha dato la sua intepretazione , da bambino , di questa innovazione tcnologica ), magari dopo si arrabbbia per una negazione .
    Parla di Dio , di vita di morte con la stessa naturalezza con cui guarda i cartoni …. sono menti speciali.
    I giganti di Newton secondo me possono essere anche i suoi precursori , da cui ha sicuramente attinto culturalmente tantissimo , ma secondo me quando parla di giganti si riferisce soprattutto alle sue potenzialità mentali.
    Questi soggetti hanno una percezione assoluta della loro superiorità intellettiva , della loro sensibilità .
    Ripeto che tutto questo forse li isola un pò dal mondo dei mediocri come me , come tutti gli altri , ma ci regala scoperte scientifiche , opere indimenticabili , che possono solo essere create da soggetti “speciali “.
    E’ difficile la vita con una persona così complessa dalla personalità multisfaccettata e volubile , sensibile a sbalzi di umore repentini quanto ingestibili e soprattutto imprevedibili .
    Ho pianto lacrime amare quando ho consapevolizzato che mio figlio era diverso .
    Ora lo aiuto come posso a capire se stesso , a controllare le proprie emozioni e i prorpri sentimenti , lo aiuto a capire quanto è importante la socializzazione (anche se difficile ) con i normali che lo circondano , io stessa in questo compito sono aiutata e seguita dai migliori specialisti in materia .
    Forse i nosri Asperger del 2000 saranno diversi d quelli di 300-400 anni fa , allora venivano lasciati crescere senza un sostegno , veninano spesso ritenuti “pazzoidi “. Ci sono tantissimi riferimenti alle stranezze di Newton Leonardo , Einstein ( basti pensare alla linguaccia di quest’ultimo , così famosa ).
    Il mio auspicio è che queste menti , Asperger o no , queste menti originali , che vedono oltre il loro naso , vengano aiutate a sviluppare appieno tutto il loro potenziale .
    Le loro menti in se stesse , e noi come sostegno al loro pensiero , tutti noi , possiamo diventare i loro “giganti “.
    Sono talmente convinta di quello che ho scritto , che ho dedicato e dedico tutta me stessa a questo mio figlio speciale, ripeto anche se non diventerà un genio della filosofia , della matematica della letteratura o dell’arte , è comuque lo scopo primario della mia vita …stargli vicino , sostenerlo , aiutarlo a capire il “perchè il mio cervello funziona diversamente dagli altri “… o il “perchè io percepisco diversamente “, come dice lui riferendosi a se stesso .
    E’ una grande sfida , la più grande sfida che la vita mi ha donato , anche più grande della battaglia contro il cancro che ho dentro di me e che lotto per sconfiggere , con tutte le mie forze , anche per mio figlio … per il suo bisogno di me e di persone che lo capiscono e lo aiutano a superare gli scogli che la società pone di fronte a ciascuno di noi e soprattutto di fronte a persone “differenti e complesse “come mio figlio .
    Scusate se ho interpretato il testo di questo post in maniera così particolare , ma proprio oggi ero tutto il gg in H , per parlare con il team che lo segue , test , discussioni e poi una delle frasi che mi viene detta spesso “… abbiamo tra le mani un qualcosa di particolare … suo figlio !”.
    Che Dio , “se è vero che esiste “… come dice mio figlio , ci aiuti !

    Lucia 16-02-09 (23.05h)

  2. La potenzialità di essere dei giganti ce l’abbiamo tutti. Infatti non si sa in che minima percentuale sia usato il nostro cervello e, comunque, quella inutilizzata è superiore. Da questo ragionamento, si deduce appunto che potremmo tutti fare molto di più per capire. Chi, come il figlio angioletto di Lucia, ha un’apertura mentale , che io chiamerei anticipata, si ritrova con una massa di persone che non lo capiscono, escludendo sua madre, o addetti ai lavori, che lo aiutano si, ma lo fanno sentire, appunto, diverso. Perciò molti dovrebbero essere i motivi di svago a lui congeniali. Inoltre la valorizzazione della sua specialità non dovrebbe essere motivo di conflitto per lui, ma solo una constatazione, con cui lui stesso possa anche giocare. Le sue tendenze e gli altri talenti che avrà senza dubbio, saranno avvantaggiati e portati avanti da questa sua facilità di comprensione e vedere oltre. Beato lui! Purtroppo certe attenzioni o curiosità degli altri possono farlo sentire disadattato ma, è un problema loro, non suo. Se riuscisse a capire questi concetti, ecco lui potrebbe essere un gigante, per i suoi posteri. Quello che, eventualmente, mi preoccupa di più è che riesca a essere, soprattutto, un bambino della sua età. Le cose speciali gli vengono spontanee ugualmente. Si dovrebbe aiutarlo a vivere in maniera semplice, senza costrizioni. Invece farne un oggetto di studio, non è positivo. Lo studio, sul suo comportamento, si può fare in seguito, esaminando quello che fa spontaneamente.
    Credo che comunque il titolo e la citazione di Newton vogliano significare altre cose. Parlare degli Asperger, mi è parso importante per la mia amica Lucia. Ho già detto che questa definizione, ma anche tutte le altre, rende una qualità, un sintomo, e non mi pare che dovrebbe essere così.
    Tutti noi dovremmo tendere al miglioramento delle nostre funzioni cerebrali. Per farlo è necessario distinguere tra le cose che facciamo di propria volontà e le altre, quelle che assorbiamo dall’ambiente sociale in cui viviamo e veniamo spinti a fare.
    Credo che le prospettive di Newton erano influenzate dalle continue nuove scoperte delle leggi della fisica e della matematica, nelle quali vedeva ciò che era stato scoperto da altri e poi elaborato, per i posteri.
    I suoi giganti erano da lui considerati precursori. Come in letteratura vi è sempre un precursore di uno stile o di un filone narrativo. Nelle altre scienze vi è chi da un inizio, che può venire elaborato, ingigantito, appunto, diventando una vera e propria scoperta da trasformare in legge.
    In questa nostra era ove la tecnologia la fa da padrone. Si ingigantisce ogni giorno, con mezzi sempre più sofisticati, e, anacronisticamente, sempre più piccoli. In questa era ove la filosofia è stata soppiantata dall’origine del profitto. Per cui ci sono elementi che, con poco sforzo, guadagnano moltissimo e altri che lavorando tutta la vita, non otterranno mai gli stessi risultati.
    Mi pare che di giganti qui ce ne siano pochini, volendoli confrontare con quelli citati dal Nostro illustre predecessore.
    Se gli abitanti della terra si muovessero per le loro passioni, amando e salvaguardando la salute della terra, delle persone, dell’ambiente. Non deturpandolo o facendolo esplodere per vedere chi ha la bomba più potente. O scavando in continuazione per estrarre minerali, oro, petrolio, che poi utilizzano per inquinare la superficie terreste che è poi quella su cui vivono.
    Come potremo essere considerati Giganti, se ancora non abbiamo sconfitto la povertà e le ingiustizie? Gli unici Giganti che lasceremo sono i grattacieli, milioni di torri di babele, ove vivono milioni di persone e tutte devono correre, per produrre qualcosa, per qualcun altro. Questa filiera non ha un ritorno reale su chi corre, ma solo in minima parte, la maggioranza dei profitti va a chi ha avuto l’idea e i soldi per realizzarla. Quest’ultima cosa sarebbe anche giusta, ma una più equa ridistribuzione dei profitti, potrebbe migliorare poi l’economia reale, che in questi giorni ci fa proprio soffrire. Perciò i Giganti di oggi, forse li vedranno domani tre o quattro generazioni dopo di noi. Ma le scoperte vere, sarebbero quelle di verificare le potenzialità individuali, di farle scoprire alle proprie discendenze. Realizzando una società soddisfatta e consapevole, magari con un pochino meno di soldi al vertice e un pochino di possibilità in più alle basi. E forse da quelle basi potrebbero emergere le menti, coltivate con lo studio e l’osservazione attiva, che costituiranno i Giganti del Futuro.
    BUONA VITA!
    Maria Giovanna
    23.2.2009
    Ho visto ora La storia siamo noi, che parlava della dominazione Inglese nelle colonie. Mi suggerisce ancora qualche pensiero. Scusatemi se sarà un po’ crudo e confuso. In questo momento sono così. L’intenzione però è buona e positiva, non lasciatevi ingannare dalle parole scure.
    L’unica cosa gigantesca, che si tramanda di tempo in tempo, è: la GUERRA.
    Sia di liberazione, occupazione, colonizzazione, pulizia etnica, invasione, chiamiamola come si vuole, ma sempre guerra è. Questa genera solo la morte e, a volte l’annientamento di intere popolazioni. Che cosa tramanda questo?
    Nient’altro che odio. Esso ingigantisce col proseguire delle lotte e delle faide tra popoli. Morti generano altri morti e non si può certo dire sia positivo. Le madri allattano al seno bimbi che si nutrono del loro odio, succhiato insieme al latte di una donna, magari stuprata, o che ha visto uccidere i membri della sua famiglia. Per superare tutto questo dovrebbe negare a se stessa l’odio, il rancore e cercare di dare amore, non identificando col passato l’oggetto della sua maternità.
    Questa sarebbe la mossa gigante che potrebbe cambiare il ritmo, dato dagli uomini, a questo mondo.
    Quando anche non c’e’ guerra fisica, c’e’ quella morale, verbale e non se ne può più. La spirale non ha fine e non è produttiva.
    Quando c’é un vincitore bisogna lasciarlo lavorare, anzi aiutarlo a rendere vivibile, per tutti, questo mondo.
    Non è denigrando gli altri che si ottiene maggior consenso. Quando ci sono le elezioni, allora bisogna gareggiare nel proporre programmi utili a tutti. Il migliore verrà votato, l’altro starà all’opposizione, cercando di collaborare e magari emendare verso il suo pensiero, ma con spirito di collaborazione, ottenendo migliori risultati di quanto non si faccia ora, con questa campagna elettorale perenne e rende tutti isterici, insicuri e scontenti.
    Troviamo i punti d’intesa e cerchiamo di portare a compimento le possibilità comuni, intanto lavoriamo per trovarne altri, di punti d’intesa, o di avvicinarci sempre di più alla realizzazione comune.Doniamo ai nostri figli la possibilità di costruirsi un futuro. É assurdo che la vita sia tutta precaria anche quando la guerra non c’é.
    Che democrazia è questa?
    Un gigantesco CAOS che si tramanderà alle popolazioni future e di cui dovremo vergognarci?
    Ho fiducia, comunque, che, in mezzo a tutto questo, ci siano persone con la volontà di riuscire a cambiare lo stato attuale delle cose.
    Un tempo ci provammo e l’hanno fatto diventare il ’68. Una rivoluzione che poteva e doveva essere SOLO culturale e sociale, è diventata STRATEGIA DELLA TENSIONE, BRIGATE ROSSE e NERE, tutte provocate dalla PAURA, si disse, del COMUNISMO. In realtà da quella di cambiare lo STATO DI PRIVILEGIO per ALCUNI. Si pensava alla PACE e al BENE COMUNE. Con la scusa dell’amore libero, I FIGLI DEI FIORI, sono stati confinati nel ghetto della droga, anche se proibita, guarda caso è incrementata??? Chi poteva credere più agli ideali di un mucchio di drogati? Come potevamo salvarci dalle Stragi?
    QUESTI SONO GRANDI INTERROGATIVI e, purtroppo sussistono, in altre forme. Ora la droga è ormai radicata, quasi quanto la prostituzione. Sono industrie che producono redditi elevatissimi a prezzi di Gigantesche, queste sì, perdite di vite umane e intellettuali. Allora ci si butta sulle Religioni, sui credo fasulli. Si punta sulle menti deboli, per inculcarvi le convinzioni più assurde, pur di spingere degli idioti innocenti a farsi saltare, per mietere vittime e continuare a generare la PAURA. Del resto questa è stata dominante sempre, e su questa tutti i governanti, i re, gli imperatori hanno contato perennemente.
    Perciò il mio suggerimento è quello di sempre: ALZIAMO LA TESTA, dopo averla riempita di buoni propositi. Doniamo quel che ne viene ai nostri figli e nipoti, rendendoli in grado di divenire LORO I GIGANTI. Noi il treno lo abbiamo perduto, ormai. Possiamo solo diventare: GRANDI VECCHI, SAGGI.
    BUONA VITA!
    Maria Giovanna

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