Annulliamo le distanze per diventare cittadini del mondo

Francia, 21 novembre 1783: Jean-François Pilâtre de Rozier e il marchese d’Arlandes volano per la prima volta su una mongolfiera per dodici chilometri.
Stati Uniti, 17 dicembre 1903: i Fratelli Wright compiono il primo volo su un mezzo pesante spinto da un motore.
Russia, 12 aprile 1961:  il cosmonauta Jurij Alekseevič Gagarin è il primo essere umano a orbitare intorno alla Terra.

L’evoluzione dei mezzi di trasporto ha fatto sì che oggi sia possibile attraversare il globo in poche ore; le distanze si sono quasi del tutto colmate e il futuro ci prospetta lo spazio come ultima frontiera.

Come influisce questo sulla nostra vita? Annullare le distanze implica necessariamente diventare cittadini del mondo? Siamo davvero pronti per il salto oltre i confini del nostro pianeta?

Annulliamo le distanze per diventare cittadini del mondoultima modifica: 2009-02-18T10:21:10+00:00da avoicomunicare
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6 pensieri su “Annulliamo le distanze per diventare cittadini del mondo

  1. Prima di diventare cittadini del mondo, dobbiamo saper dialogare pacificamente con i nostri vicini di casa, rispettando le idee e i gusti, finquando ovviamente, non creano danni. La distanza non è soltanto quella fisica:
    ci sono differenze culturali, di ideali e di valori.
    Se facciamo tre ore di viaggio aereo e andiamo in vacanza con l’idea di civilizzare gli altri e di imporre la nostra cultura, beh, forse è meglio che rimaniamo a casa!

  2. Si, credo che accorciare le distanze migliorando i mezzi di trasporto può rendere i viaggi meno pesanti e far si che più persone possono finalmente visitare mete molto lontane oggi. Anche io personalmente sono certa che viaggerei di più e chi ha poco tempo a disposizione può comunque sperare anche in una meta + lontana. Forza tecnologia, spazio e tempo…ma sempre in sicurezza però!

  3. Rifletterei un attimo sulle differenze esistenti a tutti i livelli , dalle Regioni , agli Stati , ai Continenti…
    E’ assolutamente necessario ridurre le distanze fisiche , in quanto ciò aiuterebbe a ridurre tutte le altre distanze sia culturali che politiche ,di concetto , di pensiero …
    Io però penso alla mia Regione … il sistema ferroviario è a pezzi ( pezzi davvero ,intendo rotto !), la viabilità è in condizioni penose , le due città principali della nostra isola , Cagliari e Sassari sono collegate da una SS la Carlo Felice (SS 131) pietosamente quasi impraticabile , insicura al massimo … incidenti mortali e tante croci che potrebbero essere evitabili con una manutenzione seria … abbiamo ancora incroci a raso !!!
    La famosa quanto indispensabile continuità territoriale , bah! una chimera !
    Collegamenti marittimi … qualcuno di voi sicuramente ha effettuato la tratta Cagliari – Civitavecchia … non vado oltre .
    Per non parlare del trasporto aereo.
    Aiuto!!!
    Quest’ultimo concetto che adesso espongo non voglio abbia valenza politica , assolutamente no , ma porrei l’attenzione sugli stanziamenti per la costruzione di questo fantomatico Ponte tra Sicilia e Calabria , costoso quanto inutile , visto che non supportato da strutture a monte e a valle dello stesso , e la situazione che ho descritto relativamente alla Sardegna , ma che purtroppo riguarda molte altre situazioni nella nostra Italia.
    Lo stesso discorso vale per il nostro Pianeta in generale …
    C’è tanto da fare .
    C’è tanta mentalità che deve evolvere verso un concetto nuovo e più ampio di apertura verso un futuro che deve per forza di cose posare le proprie basi da piccoli ma concreti passi…
    Lo spazio … è veramente l’ultima frontiera?
    Secondo me abbiamo ancora tanti problemi da risolvere ai fini pratici , ma il sogno dello Spazio come ultima frontiera è intoccabile !!

    Lucia 18-02-09 h22.00

  4. Bè Lucia, non posso essere che d’accordo con te, ed anche con te Francesco. Lo so che c’è ancora molto da lavorare qui tra di noi, ma forse arrivando prima dagli altri possiamo cercare di migliorarci anche noi.No che non sappiamo di cosa abbiamo bisogno noi oggi in Italia,ma credo comunque davvero che l’accorciamento delle distanze tra paesi possa aiutarci di +,a trarre sempre qualcosa di buono conoscendo gli altri!Non ci abbattiamo e non lavoriamo solotanto dentro le nostre mura.Voglio ricostruire una strada? Che ben venga! Un ponte? Che ben venga! Un aereo super veloce per attraversare il mondo? Che ben venga! Ogni cosa che può essere positiva che ben venga, indipendentemente dalle priorità perchè si sa che in Italia si “migliarano strade ottime e si lasciano cadere a pezzi altre”. Quindi non ci avveleniamo, basta che si fa qualcosa per crescere e non standardizzarci!!

  5. L’argomento solleva tanta spunti di riflessione.
    Tra i tanti: fa male constatare come l’annullamento delle distanze non viene mai utilizzato (per tutti) per usufruire dell’avanzamento scientifico nella cura delle malattie.
    Si assiste a paesi che hanno sviluppato, attraverso le ricerche, un potenziale enorme nelle cure e queste però, malgrado sia oggi possibile attraversare il globo in poche ore, rimangono chiuse tra le frontiere.

  6. Mi preme dire qualcosa ad armadio blu. Carissimo Internet è un grande informatore, che, consultato con oculatezza e cercando conferme, può davvero costituire un mezzo per trovare strade alternative alle cure tradizionali. Ci sono persone che compiono ricerche in campi inesplorati e impensabili solo qualche anno fa. Gli studi sull’energia che muove e forma tutto sono proliferati, aprendo un mondo nuovo da scoprire e conoscere. Questo mondo non è però lontano o distante, bensì in noi stessi.
    Cerca: Dr. HAMER ,la MEDICINA GERMANICA, la KINESIOLOGIA APPLICATA, tanto per cominciare. Sono altre frontiere e un’apertura diversa della conoscenza.
    Per entrare nel tema in questione, è indubbio che le distanze si sono accorciate. Dalla mongolfiera, agli aerei supersonici, ai razzi interplanetari, ai satelliti, in poco più di duecento anni e in particolare in questi ultimi cento i progressi sono stati giganteschi. Tant’è vero che i mezzi stessi diventano obsoleti, prima di invecchiare. Ora, addirittura abbiamo gli aeri che sono già, anche vecchi. Purtroppo, i progressi non hanno raggiunto tutti i ceti sociali e i luoghi popolati. Si è puntato sul trasporto su gomma, trascurando le Ferrovie e le via fluviali, grandi sfoghi in altre nazioni.
    In Italia come dicono gli amici più sopra tutto questo è zoppo. Si pensa a innovazioni come l’alta velocità, prima di aver effettivamente strutturato il territorio per sopportarla. Si pensa al ponte sullo stretto, prima di aver migliorato le vie d’accesso allo stesso e senza veramente considerare i rischi reali che si creerebbero in uno spazio così tormentato dalle correnti marittime. Inoltre si mettono a rischio posti di lavoro portuale non indifferenti, invece di potenziarli eventualmente, per un miglior servizio.
    Le contraddizioni sono ancora moltissime. Ciò accade solo perché vi sono interessi diversi da quelli che dovrebbero muovere verso un vero benessere globale.
    Queste sono le influenze che impediscono, di fatto, l’annullamento reale delle distanze.
    Abbiamo ancora gli sbarchi clandestini, nonostante le promesse fatte dai premier dei paesi di provenienza, in cambio di aiuti economici e strutturali costosissimi.
    Per diventare cittadini del mondo dobbiamo ancora fare molta strada. È da riconoscere però, che solo nel 1960 da Milano, in autostrada si arrivava solo fino ad Ancona. Il positivo di tutto ciò non riesco né a qualificarlo, né a quantificarlo.
    È vero anche che i nostri nonni avrebbero mai potuto immaginare il cambiamento che c’è stato negli ultimi duecento anni. Vi assicuro che vedere mia nonna( classe 1889), che assistere, in TV, allo sbarco sulla Luna, è stata una vera emozione.
    Quindi non poniamo limiti alla provvidenza e cerchiamo di procedere osservando. Osservando che i danni non superino i vantaggi e pensando che essere partecipi di innovazioni e civiltà è meglio che essere inerti.
    BUONA VITA!
    Maria Giovanna

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